di Chad Michael Ward.
NBM Publishing, New York, 2003.
Pagine 96, 60 immagini a colori, $ 18.95.
Illustrazioni e foto manipolate con sapiente tecnica digitale quelle del trentenne californiano Chad Michael Ward. Le immagini raccolte in questo libro sono accompagnate da testi che rimarcano lo spirito di morte che vi aleggia, raccontano della “fine” e di mondi distrutti: disgregazione della carne e della tecnologia.
Black Rust non è comunque una storia, ci tiene a dire l’autore, perché una storia ha un inizio e una fine.
Black Rust non è così, sembra piuttosto l’acme di molte differenti storie nere, prese da diverse culture, con differenti richiami simbolici e visivi: dall’Estremo Oriente agli Stati Uniti, dalle antiche religiosità ai nuovi culti mediatici. E poi di “sente” la musica di Marylin Manson su un eros decadente in un mondo finito: olezzo di morte e cupezze cromatiche.
Di fronte ai lavori di questo “animale da Internet”, dai toni tecno-apocalittici massicciamente tracciati nelle illustrazioni, si percepiscono i momenti creativi di altri artisti che si confrontano con questi e simili temi, pur in maniera anche molto differente. Come i fotografi Helmut Wolech, o Guy Lemaire, o la pittura di Giger o di Saturno Buttò... Anche Chad Michael Ward illustra cerimonie che rimandano alle celebrazioni liturgiche, realizza icone di “sante” aureolate di siringhe e inquietanti strumenti chirurgici. Ma, si badi bene, il tutto filtrato dal computer che ha la proprietà di togliere “sporco”, di bonificare, così che si annientano certe morbosità tipiche degli artisti che abbiamo citato, portandoci piuttosto in un contesto di esibizioni grafiche ed estetiche certo apprezzabili sul piano puramente estetico, e decisamente “costruite” con grande abilità: Chad Michael Ward è artista che ha nel computer la sua macchina da stampa Gutemberg, e la sua tela è digitale come notano alcuni interventi ospitati nel libro.
Giovanni Adamo (2 novembre 2003)
Immagini.
Alcune immagini da
Black Rust. © Chad Michael Ward /
NBM Publishing