di Anonima.
Scipioni, Valentano (Viterbo), 2009.
Pagine 112, immagini in bianco e nero, euro 4,00.
L’importanza di un lavoro. Il meretricio è fondamento della vita nazionale pare capire sin dalla prefazione al piccolo libro edito da
Scipioni nella collana “Curiosità”. I buoni consigli per meglio praticare il “mestiere antico” possono essere fondamentali per l’intero Paese, dunque, motivo perché ne facciano tesoro i “bravi cittadini” e trasmettano il sapere alla prole.
Sul meretricio si fonda l’unità dell’italico suolo. La Patria nasce tra le gambe di una puttana (d’alto bordo, s’intende come conviene a una nobile nazione)... Camillo Benso, conte di Cavour, mandò a Napoleone III un’ambasciatrice di prim’ordine, la contessa di Castiglione, detta “vulva d’oro” (per meriti intuibili) per convincere la Francia a sposare la causa dell’unità d’Italia, contro l’Austria. La missione della “vulva d’oro” del Risorgimento ebbe successo dopo un’oretta nella camera azzurra del castello di Compiègne. E per i soldati francesi che combatterono a Magenta, Cavour riconoscente istituì le prime case di tolleranza.
Cent’anni dopo le Case furono chiuse, la tolleranza era finita. Non le puttane. Tanto meno quelle di Stato. Meno ancora lo Stato lenone a sentire le cronache da “basso impero”.
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La politica continua, e pare farsi ancora nelle alcove del meretricio e la democrazia trovarsi nei ventri “salati” delle “ragazze di scorta”. Come un tempo, quanti alla mercè delle armi (detti “soldati” in lingua corrente, o anche “our boys” nelle gazzette del regime globale) frequentano con virile prestanza i bordelli dei Paesi dove combattono e uccidono, giusto per rinfrancarsi. Salvo poi salutare allegri le mamme, le fidanzate e le mogli a casa durante gli stucchevoli collegamenti natalizi che le televisioni mandano in onda con demagogica premura.
D’altra parte, si può anche ammettere che, chi si fa stipendiare profumatamente per dare morte e morire è giusto che trascorra un’ora d’amore in quei lidi bellicosi. Eccettuato se a pagare il sollazzo (della morte e dell’amore) è qualcun altro. Perché il tutto è a spese del popolo, chiamato per dovere “sacro” a onorare le imposte. E il popolo paga supino per queste «feste private con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato», e per l’esportazione della democrazia (quella ubicata dove si diceva prima, ovviamente).
Ma «perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?», qualche insensibile chioserà, seguendo l’invettiva di Franco Battiato.
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Considerato tutto ciò, si può ben comprendere la fondamentale importanza che le meretrici hanno per la vita nazionale. Imperdibile quindi il piccolo libro e i luminosi consigli impartiti dall’Anonima compilatrice di regole.
Lo spirito di
Porca puttana, e anche l’esplicito sottotitolo richiamano il
Manuale dell’allegra battona, il celebre
pamphlet di fine anni Settanta, stampato da Mazzotta: una prostituta racconta come e dove esercitare con profitto l’antico mestiere.
Ecco allora che l’Anonima dispensatrice di saggezza si prodiga in raccomandazioni e malizie. Sugli uomini e sui loro gusti, sul denaro e il potere... Considera ambiti politici, religiosi, sociali...
Avendo a che fare con personaggi, personalità e persone le più varie, è bene dunque che la puttana curi il proprio buon umore, ponga attenzione al vestiario, e sia di conversazione adeguatamente brillante (sembrano le richieste che si fanno per le assunzioni in un qualsiasi ufficio, ci sarà mica qualche nesso?). Poi deve considerare i luoghi: dalla strada all’albergo, dall’auto all’appartamento...
Consigli a profusione sulle attenzioni da porre prima di entrare in azione: la brava meretrice deve considerare cosa il “pollo” vuole da lei, sapersi adeguare alle richieste e magari riuscire a ottenere di più. E anche come il disfarsi del “pollo” è argomento di suggerimento, perché il tempo è denaro.
Finisce con un’appendice dove la scrittrice tedesca Renate Rasp elargisce i suoi di consigli, tratti da un altro manuale (in Italia pubblicato da Il Formichiere nel 1976)
Guida all’esercizio pratico del meretricio.
Una lettura che pare amena, ma in fondo è assai impegnata, anzi: patriottica.
Silvio Andrei (6 gennaio 2010)
Link:
www.leggendogodendo.com