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Blackvelvet editrice

Ogenki Clinic T-Shirt
Memorie di una dominatrice teenager
di Shawna Kenney.
Baldini Castoldi Dalai editore, Milano, 2005.
Pagine 150, euro 12,80.



«Allora, come ha fatto una brava ragazza come me a diventare una dominatrice?». Attacca così Shawna Kenney la sua storia.
Lei che, secondo il padre, doveva trovarsi una tranquilla e sicura occupazione alle dipendenze del Governo, decide un giorno di andarsene di casa e di vivere a Washington.
Trova lavoro come ballerina nuda, esibendosi privatamente per clienti che, spesso, vogliono ben altro che studiate mossettine su basi musicali.
Lascia quel lavoro e fa la cameriera per pagarsi gli studi. Casualmente viene a conoscenza del mondo della dominazione. Alla festa di Halloween decide di vestirsi da mistress: un successo... È l’inizio di qualcosa di più serio.
Comicia a lavorare affiancando un’altra dominatrice per imparare le tecniche e poi si mette da sola.
Da allora mai più cameriera.
Risponde a un annuncio su un quotidiano: «Fatti pagare per fare la stronza». Inizia così la sua doppia vita: studentessa ineccepibile da una parte, dominatrice con il nome di Padrona Alexis, dall’altra. Gli “sport acquatici” sono la sua specialità.
Il finale la vede laureata e giornalista musicale. L’attività di dominatrice è ormai alle spalle.
***
Come operazione editoriale sembra un tentativo di instradarsi sulla eroticamente cialtronesca scia di Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire (best seller sedicente erotico degli ultimi due anni). Anche qui si fa leva sulla teenager protagonista. Garanzia di successo, pare, se questa si dà da fare con quelle declinate come pratiche sessuali “estreme” (lo fossero, almeno...).
Non manca il solito moralismo di maniera, abbondante nella letteratura erotica odierna: sconforto della protagonista per quello che fa (appagata solo dall’idea del guadagno), considerazioni politically correct su certe pratiche e fantasie dei clienti. E poi qualche sprazzo di “umorismo” cinico e supponente e scialbe note che sembrano lì per far “pulizia ideologica”, con banali riferimenti al femminismo o a questioni razziali, per esempio. Tutto il consueto mettere le mani avanti per dire: ho fatto, ma solo per bisogno, i soldi mi servivano per studiare. Lo sterco del demonio pulisce tutto (bel paradosso).
***
Ovviamente i clienti vengono descritti “dall’aspetto così normale” (un po’ come nelle patacche del telegiornale, dove si parla di “insospettabili” quando si vuole creare “mostri”).
Sempre ovviamente, i clienti sono “famosi uomini d’affari e legislatori”, nella più trita delle logiche psicanalitiche da salotto. Ancora ovviamente, amano subire, in una sorta di espiazione per quello che il ruolo di potere che rivestono consente loro di imporre ai subalterni (la dominatrice, si trasforma quasi in una vendicatrice sociale...).
La protagonista sciorina paginette di contabilità spicciola e situazioni prevedibili. Si riempie la bocca di parole come sadomasochismo, senza preoccuparsi nemmeno di controllare sul dizionario cosa eventualmente significhino.
Mah, pare che della sottile psicologia di Leopold von Sacher-Masoch ci sia ben poco e della filosofia del marchese de Sade ancora meno...
Di erotismo e delle sue profonde sensazioni, si sente solo la totale mancanza...
Nessun volo di fantasia. Solo una dose massiccia di luoghi comuni sciorinati alla maniera dei giornalisti in fregola di scandaletti, come accade su tutti i settimanali “d’informazione”, o le trasmissioni televisive che si piccano essere “trasgressive”.

***
Una edizione messa in piedi alla bell’e meglio ci pare, in fretta e (tentata) astuzia commerciale. In questo senso, una particolare nota di biasimo alla “correzione delle bozze” come si chiamava un tempo (quando era importante): non è accettabile un libro di editore importante con tali errori, dal refuso alla barbara coniugazione del verbo “soddisfare”.
***
Le note di copertina riportano che il libro è stato premiato con il Best Sex Book Award al Firecracker, il festival dell’editoria indipendente americana, si specifica. Pare abbia avuto un grande successo negli Stati Uniti e in Inghilterra e, si dice, ci sia in previsione una riduzione cinematografica.
Ma è così che va il mondo.
Silvio Andrei (10 agosto 2005)



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