Secret magazine n. 26
Glitter sprl, Bruxelles.
Pagine 96, euro 17,50.
C’è un effetto di erotismo funerario-kitsch in questa patinata rivista destinata agli amatori del fetish e del sadomaso. Le bocche imbavagliate, i seni strizzati dalle corde con quei capezzoli “morsicati” da anelli, i fianchi compressi da busti che mozzano il respiro, le grandi labbra penetrate dagli stretti legami comunicano un senso di angoscia pervasa da stridente voluttà.
Da prendersi come complimento il nostro, perché forse è quello che vuole Jürgen Boedt, curatore del raffinato magazine che, per la prima volta, apre al colore presentando una stupefacente serie d’immagini del talentuoso fotografo Jeffrey Scott. Le sue modelle sembrano uscire da ambienti malsani, pericolosi. O abitare da anni in dimenticate case di tolleranza per amatori danarosi. O, effetto di miracoli da macchina del tempo, fermate durante le riprese d’un film muto nel quale sono state protagoniste. Oppure colte un istante prima che qualche meccanismo perverso ne annulli la bellezza, frantumando il corpo flessuoso coperto da collane madreperlacee, lunghi guanti, busti eccentrici che lasciano immaginare epidermidi lisce, fianchi doviziosi, seni aggressivi.
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Ma altri servizi meritano incondizionata ammirazione. Si prenda la sequenza del fotografo tedesco C.C. Clearwater con il suo abrasivo umorismo. Impagabile la foto dello spettatore che seduto in platea s’è portato dietro a guinzaglio una sottomessa bionda che gli regge il portacenere. Eccezionale nella sua irriverenza la scena dell’uomo cagnolino con la gamba alzata che fa la pipì su un vaso, mentre la padrona ritorna dallo shopping e guarda l’obiettivo con un’espressione paziente. L’abilità di questi fotografi che privilegiano il bianco e nero sta nell’essere “eversivi”, stuzzicanti, “perversi” senza mai essere volgari.
Il servizio
Thougts on Rope Suspension a firma Midori mostra inquietanti scatti. E lo stesso si può dire per Lochai, artista della “sofferenza” cercata, trovata e compiaciuta nel mostrarsi. Ancora più crudeli le pose tratte dal primo raduno internazionale e pansessuale sulla complicata arte giapponese nei nodi, a cura di Valerie Place. Il cosiddetto
shibari, l’arte del bondage giapponese, che si diletta nell’esibire ragazze impacchettate come tante deliziose mummie, pronte a essere infilate nei roventi sarcofaghi. Ci ha entusiasmato, da amatori, la disegnatrice Eléonore per la maliziosa ironia e ci è piaciuto anche Sardax, che ha realizzato le sue illustrazioni con minuziosa bravura.
Un gran bel numero, da consigliare soprattutto ai “non aficionados” del genere. E al signor Boedt:
chapeau!
François Vidoc (17 giugno)
www.secretmag.com