di Peter Gorman.
Goliath, Frankfurt/Main, 2004.
Prefazione in tedesco, inglese, francese, italiano e spagnolo. Pagine 160, 80 foto a colori, euro 29,90.
In copertina una fanciulla che si stringe i lombi con le mani, distesa su di un materasso sul pavimento. Capelli scomposti sul volto e calzini ai piedi. Sul parquet disordine massimo: dall’elenco telefonico alle scarpe, e poi libri, braccialetti, una copia del
The New Yorker, fermagli per capelli...
Una visione casuale, ma un’inquadratura non così spontanea come potrebbe sembrare. E tutto il libro ci rimanda questa stessa impressione, che in fondo è la cifra stilistica di Peter Gorman. Questo lasciare libere le ragazze nel muoversi, ma essere attento poi nell’inquadrarle, nel comporre l’immagine.
Ci informa Reed Massengill nella prefazione, che tutte le modelle sono state fotografate a casa propria (a parte la ragazza ripresa dentro e fuori l’auto di Gorman) e qui sono libere di muoversi come meglio credono. Lo stesso fotografo chiede loro che non mettano ordine per il servizio fotografico, ma che tutto sia lasciato così com’è, come sarebbe nella normale quotidianità.
Questo ci riporta al precedente libro di Gorman pubblicato sempre da Goliath,
Naked rooms. Anche lì le ragazze erano libere di muoversi nel loro ambiente. Il fotografo non è una presenza intrusiva, ma coglie spunti, prende appunti, curiosa, segue... E scatta.
È uno stile, un modo di porsi di fronte al soggetto, una questione di “arte fotografica”, di espressione, di narrazione: è una celebrazione della passerina...
Silvio Andrei (12 gennaio 2005)
Il volume può essere richiesto a
HF Distribuzione.
Immagini.
Alcune immagini da
Stripped naked. Courtesy Goliath (
www.goliathclub.com). ©
Peter Gorman / Goliath