Art e dossier n. 204
ottobre 2004, Giunti editore, Firenze.
Pagine 48 (più “Art dossier” di 48 pagine, “100 mostre” di 16 pagine e il calendario 2005 “Eros in art”), euro 6,50.
La formula editoriale del mensile
Art e dossier prevede allegati a ogni uscita un corposo fascicolo monotematico e un altro di piccolo formato sulle mostre del mese. In questo numero di ottobre troviamo un “gadget” in più: il calendario intitolato
Eros in art dove sono riprodotte dodici celebri opere d’arte che esplicitano l’erotismo su varie note. Non sono messe in pagine nella loro interezza, il che avrebbe creato problemi per l’eterogeneità di forme e dimensioni, ma è stata scelta l’inquadratura di un particolare dell’opera d’arte, sia quadro come statua.
Per scelta si è rimasti negli ambiti di un erotismo “suggerito”, evitando gli esempi più espliciti (come la celeberrima
Origine du monde di Gustave Courbet), e resta fuori anche tutta la produzione più attuale (l’opera più recente sul calendario è un Modigliani del 1917).
Un’ottima scelta, crediamo, che fa il verso ai soliti calendari che infestano le edicole d’autunno. Certo ammirare il Bronzino, Schiele o Rops non può che sottolineare ferocemente l’abisso tra l’eccellenza e la paccottiglia mediatica che rimpingua riviste cellophanate (qui i limiti sono palesi, e di natura culturale: pura spazzatura che strilla nomi di inutili “celebrità” dell’obiettivo o effimere stelline della discarica televisiva).
Eccitante pensare un accostamento tra l’adorabile culetto dipinto da Jean-Léon Gerome (nel
Mercato di schiavi a Roma) e quello di una qualche show girl televisiva “brutalmente perfezionato” da volgari abbondantissimi ritocchi. Entusiasmante raffrontare la vereconda ragazza de
La meditazione di Francesco Hayez o l’altrettanto pudica espressione di
Lady Godiva di John Collier a tali Eva Hengher o Alena Seredova, certo apprezzabili in quanto femmine ma, come dire, fastidiose e di piatta interpretazione fotografica, soprattutto in contesti mediatici che le “spogliano” di ogni fascino erotico.
Fa inoltre piacere non trovare nelle pagine dei mesi quegli abbruttenti marchietti di pneumatici, caffè, automobili e altre meschinerie...
Niente di nuovo, in questo calendario, sia chiaro, ma spicca nella piattezza e ci pare
Art e dossier vada oltre il semplice “stare al gioco” dei calendari, come si manifesta nell’editoriale, a firma Claudio Pescio, con attenzione a presentare la cosa in toni soft, senza creare attriti “ideologici” tra i tanti con cui è condiviso il banco dell’edicola (lo abbiamo fatto noi perché lo stridore ci pare evidente).
***
Il fascicolo monografico allegato,
Degas tra antico e moderno, coniuga l’arte del pittore francese con quanti da lui hanno attinto. La celebre
Balerinetta di quattordici anni, scultura realizzata da Edgar Degas nel 1880 è all’origine delle ricerche polimateriche del Novecento, come i manichini surrealisti o le sculture iperrealiste. Fino all’annullamento del simulacro e all’esibizione del corpo vero, da Piero Manzoni a Vanessa Beecroft.
«Non voglio vedere altro che il mio campicello, e scavarlo devotamente. L’arte non si allarga, si riassume. E [...] vi dirò che per produrre buoni frutti bisogna mettersi “a spalliera”. E si resta lì tutta la vita, con le braccia tese, la bocca aperta per assimilare quel che passa, quel che vi è attorno, e viverne». La figura sensuale della piccola ballerina ritorna, in questa nota di Degas, che fa propria dell’artista la stessa disciplina delle ragazzine che modellano il corpo alla sbarra o “alla spalliera”: un insegnamento per ogni “artista”.
Silvio Andrei (28 ottobre)
www.giunti.it
Immagini:
1. Il calendario
Eros in art.
2. Il fascicolo
Degas tra antico e moderno.
3. La copertina di
Art e dossier di ottobre.