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Blackvelvet editrice

Ogenki Clinic T-Shirt
L’Europeo n. 6
ottobre 2004, RCS Periodici, Milano.
Pagine 242, euro 8,00.



“Non solo Marilyn” titola questo numero del bimestrale L’Europeo.
Immaginatevi di trovare in edicola una pubblicazione intitolata “Non solo Golda Meir”. O, per restare in campo politico, “Non solo Margaret Thatcher”. Nessuno giustamente se la filerebbe. Anche se le due signore, nel bene o nel male dipende dai punti di vista, hanno dato impulso con la loro personalità sopra le righe e le scelte fatte, ad un irreversibile cambiamento nei rispettivi Paesi.
E allora il bimestrale diretto da Daniele Protti, se voleva vendere, ha dovuto assemblare la politica, lo spettacolo, la moda, il costume e la cultura al femminile sotto l’accattivante titolo evocante il nome della sfortunata diva americana Marilyn Monroe. Un nome, una garanzia come diceva la pubblicità d’una volta. Difficile compito, questo, far sfilare personalità “rosa” diversissime, discordanti, con sospetti ambigui, sincere al parossismo, ninfe egerie devote, intellettuali libere, conservatrici testarde, ribelli svanite ma dal carattere di ferro. Tutte donne dotate d’una grinta che gli uomini invidiavano e, sotto sotto, ammiravano.
L’introduzione di Camilla Cederna, pubblicata sull’Europeo del 1953, ci permette di conoscere nei suoi sfaccettati aspetti l’invidiatissima alta società del decennio, la cosiddetta café society, le bizze, i ghiribizzi, le svenevolezze del bel mondo che voleva e poteva godersi la vita tra Capri, Cortina, Portofino e Venezia. Mète insostituibili dove le celebrità andavano per guardare ma, soprattutto, per essere guardate. E dopo il pezzo di costume scritto con una punta di snobistico disdegno da colei che, all’epoca, era considerata la giornalista principe dell’Italia, ecco gli affilati e slegati ritratti di tante signore che, arrivate agli onori della cronaca per svariati e spesso eclatanti ragioni, rimangono ancora adesso – chi più chi meno – nella memoria collettiva. In maggioranza, ovviamente, sono le donne di spettacolo sia cinematografico, che operistico o canzonettistico. Dal grissino elegante Audrey Hepburn, all’esplosiva finta oca giuliva Marilyn Monroe, dalla spudoratamente sincera Brigitte Bardot all’aristocratica divina Ava Gardner per arrivare al mistero sensuale d’una Jeanne Moreau. Poi le donne che, in politica, hanno saputo segnare qualcosa nonostante l’ostracismo maschile. Oltre alle due signore di ferro citate all’inizio qui possiamo conoscere l’ambiziosa parabola esistenziale di Evita Peron e di Jacqueline Kennedy, così distanti e così vicine nell’esercizio del potere attraverso i rispettivi mariti: il presidente argentino Juan Domingo Peron e il presidente Usa John Fitzgerald Kennedy.
E se il destino da collezionista d’arte apparentemente felice ma solitario di Peggy Guggenheim sembra apparentarsi alla vita piena di successi professionali ma avara di soddisfazioni sentimentali di Maria Callas, altre donne seguono percorsi artistici ed esistenziali diversissimi tra loro. La gelida intellettuale Simone de Beauvoir, musa dell’esistenzialismo e compagna di Jean-Paul Sartre, appare compiacersi troppo del suo acceso femminismo. L’altra parigina, la cantante Edith Piaf della sua tormentata esistenza fa un Hymne à l’amour attraverso gli accenti sinceri e appassionati delle canzoni magnificamente interpretate, le scelte amorose mai calcolate, gli impulsi del cuore, nel suo donarsi totalizzante e nella voglia di vivere distruggendosi per ricominciare.
Copioso e interessante anche il materiale illustrativo. proposto meritoriamente dal bimestrale andando a scavare nel passato. Forse, però, si poteva evitare l’affollamento di tanti nomi con un senso di eccessiva compressione.
François Vidoc (24 ottobre)



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