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Blackvelvet editrice

Ogenki Clinic T-Shirt
Bloody Europe!
di AA.VV.
Playground, Roma, 2004.
Collana “Liberi e Audaci”, 168 pagine, 12,50 euro.



“Racconti, appunti, cartoline dall’Europa gay”, una raccolta eterogenea di scritti il cui leitmotiv è l’omosessualità maschile e femminile. Argomento trattato anche per il lettore eterosessuale, attirato nelle maglie di storie e riflessioni da autori sia etero che omo, e dai personaggi che “assistono” all’omosessualità altrui, per voyeurismo o nella ricerca di se stessi.
Un paio di esempi.
Nel racconto “Il forno armeno” di Mario Desiati, una ragazza introversa, alla ricerca di un uomo diverso dagli altri con il quale sentirsi “libera ma anche esclusiva”, viene avvicinata da Gianni, un tipo stravagante che la invita nel proprio laboratorio per mostrarle le sue sculture d’argilla. Miriam pensa a una proposta sfrontata e rimane sbalordita quando il ragazzo le spiega che a lui piacciono gli uomini. Nel laboratorio, tra le opere di terracotta e un forno armeno, steso su un giaciglio c’è Alessandro. Gianni l’ha incontrato a Vinohrady il “ghetto frocio” di Praga. Su quel sacco si stendono tutti e tre, quasi nudi, a bere vino fino al sopraggiungere del sonno. Al risveglio, Miriam rimane inebriata dalla figura scultorea di Alessandro, che investita della luce del mattino sembra avere qualcosa di sovrannaturale. Languido il giovane la attira a sé, le strappa le mutande e le affonda il viso nel pube. «Sono confusa, è la prima volta che ho fatto l’amore così. È stato unico, mi ha riempito», conclude la protagonista, e sente di volere Alessandro e Gianni come fossero una sola cosa.
“Questa non è Vienna” di Ivan Cotroneo, invece, è ambientato nella stazione ferroviaria della capitale austriaca: Marco attende la coincidenza per Berlino, dove abita la sua fidanzata. È sera tarda. Un ragazzo si avvicina a un armadietto, si cambia di maglietta e asciuga il sudore. Prende delle banconote dalla tasca dei jeans e le infila nello stipetto, quindi richiude tutto e se ne va. Turbato, Marco intuisce che il ragazzo è un prostituto. Si avvicina all’armadietto e lo osserva, prova anche ad aprirlo. Poi scappa in preda a una strana sensazione che potrà comprendere solo cinque anni dopo, quando darà «il suo primo bacio sulle labbra a un ragazzo» e quando il suo corpo si abbandonerà «a un altro simile al suo con una naturalezza così semplice da stringere le costole, e risultare quasi spaventosa».
***
Bloody Europe!, con i suoi 27 scritti, conduce il lettore a esplorare le realtà gay di città europee, filtrate attraverso gli sguardi degli autori. Il risultato è un mosaico che, pur non completo (non può e non vuole esserlo), offre una variegata gamma di riflessioni, alcune romanzate, altre storiche, altre ancora autobiografiche. Senza nulla di estatico, come quella di Tiziano Scarpa: lo scrittore veneziano semplicemente si rende conto di non essersi mai chiesto dove si incontrino i gay a Venezia. Altre hanno il sentore di un’appassionata confessione (reale o immaginaria che sia): «Non so guarire da questa malattia mortale che si chiama solitudine. I sintomi sono devastanti. Sono stato frocio vergognandomi di esserlo», come scrive Giancarlo Pastore in “Gloria”.
Sempre, comunque, è cercato un rapporto anche con il lettore etero, secondo i propositi editoriali: «La Playground è infatti una casa editrice di argomento omosessuale che perciò si rivolge soprattutto al mondo gay, bisex, lesbico e transgender [...]. Nel farlo, però, introduce un forte elemento di contraddizione. Nel gioco, infatti, entra pesantemente la squadra eterosessuale che è chiamata a rileggere, ridefinire, scombinare “l’universo coerente” che l’omosessuale tende a costruire. [...] Gli straight entrano nella Playground per vivere l’esperienza di minoranza, per rivendicare il proprio diritto di raccontare amori omosessuali, per rileggere secondo le proprie suggestioni e ossessioni miti e classici gay».
Bloody Europe! è il primo titolo della collana “Liberi e Audaci”, principalmente dedicata alla saggistica, si prefigge di indagare la realtà e l’immaginario omosessuale, e il rapporto fra omosessualità e arti popolari (come videomusica, cinema, fumetti, televisione...). Da tenere d’occhio sono anche le altre collane della nuova casa editrice romana, in particolare la “Mio Nonno Renzo”, che raccoglie libri “per ragazzi” con tematica omosessuale, ma che in realtà si rivolge al pubblico adulto proponendogli i testi che avrebbe desiderato leggere nell’infanzia.
Elsa De Marchi (18 marzo 2004)



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