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Paralipomeni di “Lavori di lingua”
Per continuare il discorso sulle recensioni (argomento intavolato nell’editoriale scorso), e ampliarlo anche alle così dette “notizie”, vogliamo portare a esempio un annuncio di offerta di lavoro che abbiamo trovato vagando tra le pagine dei quotidiani: si cerca redattrice full time per un sito Internet. Le pretendenti devono avere i seguenti requisiti: «Ottima conoscenza della lingua inglese, ambizione, intraprendenza, simpatia, sense of humour, bella presenza».
Il compito della redattrice è quello di: «Reperire in Rete, tradurre e adattare notizie e curiosità, per poi pubblicarle nel sito». Per la cronaca, lo stipendio mensile è di mille euro.
Da considerare subito il ridicolo di quel “bella presenza”, non si capisce perché indispensabile a una redattrice che se ne sta scopiazzando diuturnamente in Rete, di fronte a un monitor. Viene poi da pensare che se la richiesta delle altre caratteristiche è seria e logica allo stesso modo, c’è già di che riflettere abbondantemente.
In ogni caso il concetto è chiaro: un sito si può fare (si fa) copiando. Traducendo dall’inglese, anche, visto che la maggior parte delle “notizie” (sempre tra virgolette) è in quella lingua. In più, se si traduce è più facile travisare quanto scritto, rendendolo “originale” (basta un po’ di “sense of humor”, pare di capire). E si potrà sempre dire di essere stati “i primi ad aver dato la notizia in Italia”. Atteggiamento di un provincialismo senza pari, ma anche frase ripetuta con vanto da parecchi “giornalisti-redattori” della Rete (le virgolette, in questo caso, servono a definire l’accezione satirica dei termini).
Non dimentichiamo poi che c’è anche “l’arte della parafrasi”: redattori che dopo aver svolto il solito lavoro di “copia-incolla” si struggono il cervello per modificare vocaboli e dire le stesse cose con altre parole. Uno sforzo immane che spesso partorisce errori di concetto e risibili bestialità.
Che senso ha copiare da Tizio e Caio per assemblarne le parole e inserirle nel proprio sito in tempo che si usa dire “reale”?
Reale? Il tempo reale è già passato: è inesorabilmente vecchio! In questo caso vecchiume!
***
La situazione è semplice: in Rete le “notizie” si rimpallano, uguali a se stesse pur con termini modificati. Senza controllo culturale, propagano il rumore. Nessuno, o i soliti pochissimi (anzi, sempre di meno), che vadano a trovare la notizia (senza virgolette solo per questa volta), quella vera per la quale si deve alzare il culo dalla poltrona, grattare, sporcarsi le mani e spesso anche l’anima... Quella per la quale ci si deve far nemici e non andare in giro con la lingua penzoloni pronti a leccare magnificando chiunque e dovunque...
Può capitare, per caso assoluto riteniamo, che qualche “copia-incolla” si rechi a vedere davvero, per esempio una mostra... E allora quell’evento (una “notizia” data con cognizione di causa) diventa la dimostrazione di una vita “spesa a far della professione giornalistica una missione”: coglionate!
I “missionari”, sia chiaro, esistono, ma sono pochissimi, e in Rete ancora meno. Piuttosto ecco, sempre come esempio, la logica delle straordinarie “notizie” o “recensioni”.
Si segnalano mostre di “pittura” (ovviamente fra virgolette) di là da venire, solo perché a esporre sarà, continuiamo con casuali esempi, un nome famoso dello sport, della canzone o magari della politica. Nessuno le ha ancora viste le tele (se non in qualche immagine spedita via e-mail), si riportano le solite becere esagerazioni positive della cartella stampa, si blatera dell’impresa sportiva o delle canzonette del personaggio o del partitucolo di cui fa parte, si fa del gossip a buon mercato: rumore propagato. L’importante è farlo per primi. È non si dice mai che quelle pitture possono essere croste ignobili... Mai: il sorriso è d’obbligo. Non dimentichiamo che la “simpatia” è un altro dei requisiti della redattrice. Mai nessuno che voglia essere onestamente antipatico... Tutti sempre “copia-incolla”, “linguapenduli” e sorridenti...
Ecco allora buttarsi sul glorificare i calendari di fine anno. Immancabilmente “trasgressivi”, ovvio! E “raffinati” ça va sans dire. Con scatti del fotografo cult alla modella top (ci mancherebbe non lo fosse).
Ecco riportare in anteprima notizie di scandali, investigazioni, perquisizioni... Meglio se con nomi e cognomi, in modo da sputtanare senza possibilità di salvezza... L’importante è sposare sempre le cause dei “buoni” e farlo in tempo reale. Che si raccontino fatti veri o sia solo propaganda, o che così facendo si distrugga qualcuno che importa?..
Ecco allora annunciare “scandali” da italietta stracciarola, sulle passerelle della moda: la mannequin che cade e scopre il seno. Roba che non merita mezza riga, tanto sono tutte scoperte... Ma oggi no. Tutti lì a riprendere la grande “notizia”, tutti lì a riempire spazio di rumore propagato: dalla Tv di Stato, ai giornali, ai siti Internet naturalmente.
Tutti a trastullarsi con notizie identiche, a volte riportate senza nemmeno citare le fonti, in altri casi con ridicole diciture tipo “fonte: Internet”. Che è un’immensa sciocchezza, come dire “fonte: quotidiani” per una notizia tratta dal Corriere della sera. O magari “fonte: narrazione orale” per un’intervista. Significa nulla.
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Una celebre vecchia battuta (o forse massima?) del giornalismo dice che se un cane morde un uomo questa non è una notizia, ma se un uomo morde un cane, allora sì lo diventa... E così si agiva (da idioti perfetti, certo) un tempo, inventandosi magari sia l’uomo che il cane. Ora, con l’esigenza di propagare il rumore in tempi strettissimi, l’idiozia aumenta esponenzialmente: siamo non solo a fare “notizia” con la banalità del cane che morde l’uomo, ma diventa notizia il fatto che il cane sia (incredibile dictu) completamente “nudo”. Succulenza mica da poco per il così detto gossip.
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Da notare che i siti Internet si moltiplicano come i funghi (e come i funghi diminuiscono di “valore” con la maggior disponibilità, verrebbe da aggiungere). Quindi sempre più inutili “copia-incolla-traduci-lecca” si troveranno da bravi “intraprendenti” notiziaroli di fronte un monitor a fare il loro “simpatico” mestiere. Forse sono già così tanti che l’alto numero di contatti di un sito di questo tipo, può essere giustificato da quanti si collegano per copiare testi. Poi a loro volta riceveranno contatti di altri che copieranno l’appena copiato, ecc. Un colossale giro di imbecillità, la cui vittima più illustre è la libertà di conoscenza e di pensiero (attraverso notizie, recensioni, eccetera).
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Vorremmo si leggesse quanto scritto non solo come serie di offese, ma come legittima autodifesa (pur a suo modo violenta, ma mai abbastanza): per la libertà di pensiero e di parola. Ovviamente non ci rivolgiamo a quelli di cui parliamo, ché poco sanno capire, e comunque sono altrove impegnatissimi a “copiare-incollare-leccare”, ma a quanti detestano lo status quo creatosi. Non per cambiarlo (è impossibile: antistorico, anzi), ma solo per esporre un onesto e dignitoso disprezzo.
Silvio Andrei



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