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Balocchi sexy e Profumo
Lo scandalo che sconvolse la Swinging London
di Claudio Dell’Orso



Sfrontata, la brunetta diciannovenne si lasciò intenzionalmente sorprendere nuda dagli invitati di Lord e Lady Astor. Era un’afosa serata del luglio 1961 e, dopo un sontuoso ricevimento, per cercar refrigerio, gli anfitrioni avevano proposto agli augusti ospiti di lasciare il castello nella contea di Buckingam e raggiungere la piscina. Il presidente del Pakistan, John Profumo ministro della Guerra nel governo conservatore di MacMillan, vari deputati tories e numerose signore ingioiellate percorsero il parco sotto il chiaro di luna ma, raggiunto l’alto muro dietro il quale si estendeva la vasca, si fermarono interdetti all’ingresso.

La ragazza dal corpo di cerbiatta se stava sull’orlo senza indumenti e, solo quando la stupita brigata entrò, corse a coprirsi con l’asciugamano. Lord Astor si mise a ridere senza tanto scandalizzarsi, vedendo insieme con lei l’amico dottor Stephen Ward, stimato quanto disinvolto osteopata della Londra-bene e anche ritrattista a tempo perso, famoso per la non irreprensibile condotta. Fece le presentazioni e fu così che il ministro conobbe Christine Keeler. Un incontro che, di lì a poco stroncò la carriera di questo importante esponente politico, tra i pochi conservatori che, durante il tremendo anno di guerra 1941, osò votare contro il Governo Chamberlain. Furono le dimissioni del capo del Governo che portarono alla presidenza Winston Churchill risoluto a resistere “con sangue e sudore” ai piani di Adolf Hitler.

Chioma scura lunga sulle spalle, non alta ma slanciata, sguardo da spregiudicata che valorizzava la bocca sensuale, seno alto e gambe perfette, Christine ne aveva già fatta di strada. Da quando, a quindici anni, viveva su un vagone ferroviario parcheggiato in un campo vicino il Tamigi. Calcolatrice e ambiziosa, nonostante la giovanissima età, sapeva con furbizia gestire la disponibile bellezza, usandola come merce di scambio.

A Londra s’era impiegata come fotomodella poi, conosciuto in un club dove faceva la hostess il dottor Ward, divenne call girl. Una squillo con la faccina da ragazza perbene, disposta a vendersi ai clienti procurategli dall’ambiguo specialista in malattie ossee. Pare fosse sotto ricatto dei servizi segreti russi che gli imponevano d’organizzare orge o incontri per persone importanti nella sua casa di Wimpole Mews o in altri pied-à-terre imbottiti di finti specchi con cineprese, macchine fotografiche e microfoni per carpire sospiri e segreti dei vip.

Tutti lo credevano un seduttore incallito. Perché il suo appartamento serviva come base al continuo andirivieni delle sue facili donnine, pronte a far sesso con chiunque veniva a trovarlo. Il medico le spingeva tra le braccia delle sue altolocate e smaniose conoscenze con sospetta indifferenza, assente d’ogni gelosia. Faceva il guardone ma pare non sfruttasse i vizi altrui per far la bella vita, come testimonieranno in seguito le amichette del giro.

La Keeler, con ancora l’asciugamano addosso a coprire appena le curve divorate con gli occhi da Profumo, diede subito il suo numero di telefono al maturo politico. Finirono a letto pochi giorni dopo e lui, che all’epoca aveva 46 anni, prese la classica sbandata. Non sapeva e nemmeno immaginava di dividerne i favori con l’addetto navale presso l’ambasciata sovietica capitano Eugenij Ivanov, spione amante di liquori, sigari, belle donne e partite di poker uguale un “decadente capitalista” qualsiasi. Pareva tanto amante del genere di vita occidentale che il controspionaggio di Sua Maestà, l’MI5, si convincerà trattarsi di un informatore del KGB con sorprendente scetticismo.

L’ufficiale era un gran sodale del dottor Ward che gli aveva fatto conoscere, tra le tante disponibili, anche Christine. Il controspionaggio, finalmente convinto del ruolo di Ivanov a Londra, allertò Profumo, consigliandolo di lasciar perdere la pericolosa tresca. Tra lettere dì addio e improvvisi ripensamenti, il legame tra la ninfetta e Profumo – che oltretutto risultava felicemente sposato – terminò nel dicembre 1961.

L’anno successivo scoppia l’affaire sessual-spionistico su cui si getteranno, voraci, i giornali scandalistici o meno del mondo intero. Quando Christine Keeler, dopo una violenta lite col suo amante giamaicano, trova rifugio nell’appartamento della collega Mandy Rice-Davies, biondina specialista in pratiche frustifere. L’uomo spara alcuni colpi di pistola sulla porta, interviene la polizia e la Keeler, impaurita e sotto choc, incontra un giornalista ficcanaso accorso sul posto. Lui, consolandola, va a caccia di scoop e riesce farsi confidare alcuni particolari scabrosi sulle sue passate esperienze. Fatalità vuole che il cronista abbia il dente avvelenato col dottor Ward, testimone a carico durante la sua causa di divorzio. Figurarsi se non drizza le antenne quando gli confida che l’osteopata la spingeva ad avere, dal suo amante Profumo, informazioni riservate sul dislocamento di testate atomiche in Germania da trasmettere al capitano Ivanov.

Contatta un membro del Parlamento e, intanto, previo sganciamento di mille sterline (le prime ricevute) la Keeler si fa convincere di raccontare a un tabloid domenicale la spy-love story con il ministro della Guerra. Il quale pare gliene avesse rifiutato cinquemila per il suo silenzio. Chiamato in causa, ammette di conoscere la call-girl, escludendo ogni rapporto sessuale. Ai Comuni, il 22 marzo 1963, giura che «niente di scorretto nelle nostre relazioni» è mai avvenuto. Mentre il capitano russo viene richiamato a Mosca, l’irrefrenabile Christine ride in faccia ai giornalisti che le chiedono dei suoi platonici rapporti col ministro.

Lo scandalo diventa politico e l’opposizione laburista insiste nel conoscere la verità mettendo in serie difficoltà il gabinetto tory di MacMillan. Sarà, per prima, la Rice Davis a rivelare i legami sessuali della coppia. Così, con un altro esborso di sterline, Christine si convincerà a dichiarare d’essersi recata a casa di Profumo una notte in cui la moglie era assente. Per evitare smentite, enumera le stanze, descrive mobilia e suppellettili senza dimenticare il telefono col dispositivo antiascolto.

Anche il dottor Ward accusa Profumo, sotto la minaccia di finire processato per prossenetismo. L’esponente politico è costretto ad ammettere d’aver mentito al Parlamento, confessa gli intimi colloqui con la Keeler e si dimette il 3 giugno negando recisamente d’averle rivelato segreti di stato.

Pochi giorni dopo, le memorie della rampante call girl sono pubblicate a puntate sul News of the World che le ha pagate 23mila sterline. Al processo, seguito con clamore dalla stampa mondiale, Lord Astor s’impose la figura dell’allocco dichiarando candidamente che non sapeva nulla di quanto succedeva nel suo castello. Stephen Ward, accusato di favoreggiamento alla prostituzione, s’avvelenò con i barbiturici e Christine fu condannata per falsa testimonianza.

Incassati pingui diritti d’autore, comprò un appartamento vicino Palazzo reale ma dovette aver rischiato i soldi in investimenti sbagliati se, oltre a essere precocemente invecchiata, pare sia adesso in miseria.

John Profumo, con la comprensiva moglie rimastagli sempre accanto, dopo la bufera si diede alle opere di carità, frequentò le feste di beneficenza, scuotendo ogni volta il capo con bombetta d’ordinanza quando si parlava di una sua possibile riabilitazione. Che pare avvenga adesso quando, arrivato all’invidiabile età di 88 anni, è diventato un diafano vecchietto.

Nel maggio 2003, un’iniziativa trasversale che vede in prima fila il laburista Frank Field e il nipote di Churchill, il conservatore Nicholas Soames ha promosso una petizione al premier Tony Blair il quale, per approvarla, dovrà però attendere il beneplacito della Regina Elisabetta. Non tanto propensa a darla, sembra, per via di quella ormai antica menzogna detta in Parlamento. Quando la Swinging London stava per esplodere, i Beatles incidevano i primi dischi, le ragazze cominciavano a indossare le minigonne di Mary Quant e la libertà sessuale insidiava moralistiche certezze.

Si vede che quella menzogna è più persistente, nella memoria, di un Profumo.
Claudio Dell’Orso (1 luglio 2003)

Immagini.
1. Christine Keeler sulla copertina de Le Crapouillot aprile / maggio 1982. Un numero dedicato alle femmes fatales.
2, 3. Christine Keeler in due foto degli anni Sessanta.
4. Copertina della videocassetta (allegata a L’Espresso) del film Scandal, di Michel Caton-Jones, che ricostruisce il “caso Profumo.
5. Dal film Scandal. Il film è stato presentato a Cannes nel 1988, il ruolo di Christine Keeler era interpretato da Joanne Wallev-Kilmer. Alla proiezione era presenta anche la Christine Keeler “originale”.



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