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Je t’aime... moi non plus Cronaca d’un “triangolo” erotico: Serge Gainsbourg, B.B., Jane Birkin. di François Vidoc

Il quotidiano Le Monde, nella rubrica dedicata ai maggiori eventi che hanno segnato le estati del dopoguerra, ricorda il successo mondiale scaturito a partire dal luglio 1969 per la canzone Je t’aime... moi non plus. Scritta dal cantautore Serge Gaisnbourg (1928-1991), stile cantata di Bach con organo e languidi sospiri, resta la canzone provocante e provocatoria per eccellenza in tutto il mondo, visti il climax e la tensione sessuale esibiti con rilassato compiacimento. Merito della stregante melodia e dei due interpreti, lo stesso Gainsbourg e la sua compagna d’allora, l’inglese Jane Birkin, dalla voce di ninfetta in calore.
A proposito della canzone e del suo sottofondo quasi “liturgico”, Gainsbourg disse, a ragione: «Un testo erotico, dev’essere scritto come per la chiesa... nella lingua di Bossuet [vescovo predicatore e scrittore religioso del Seicento, fu precettore del Delfino, e sostenne la lotta di Luigi XIV contro i protestanti]. Altrimenti, non ne vale la pena».
Jane Birkin, che nel frattempo ha avuto una breve carriera cinematografica, intervistata dal giornalista de Le Monde ricorda la storia del tassista londinese. Riconosciuta mentre la trasportava nel suo cab, confessò che ascoltava sempre Je t’aime quando faceva l’amore con la moglie e, per “colpa” del trascinante motivo, era diventato padre di cinque figli.
Eppure, pochi sanno che la canzone non venne scritta per Jane Birkin ma per Brigitte Bardot con la quale Gainsbourg viveva una passionale storia d’amore.
Facevano colazione insieme nell’autunno del 1967, quando Serge l’accennò al pianoforte confessando: «Ho scritto per te la più bella canzone d’amore al mondo». Nella stessa commemorazione, B.B. commenta: «È vero, fu un regalo straordinario, commovente, estremamente sconvolgente». Qualche mese dopo, agli studi parigini Barclay l’incisero insieme, e la casa discografica stava per immetterla sul mercato quando la Bardot pose il veto. Cosa la spinse a depositarla “in cassaforte”, come afferma l’ex-diva, non si è mai saputo. Troppo trasgressiva e rovente la versione? Timore d’uno scandalo e della denuncia dei benpensanti? Nulla rivela B.B., solo raccontando che Gainsbourg «da gran signore qual era» fece spallucce e confermò: «È tua. Quando vorrai, la tireremo fuori». La coppia comunque continuò la collaborazione canora con altri pezzi del cantautore registrati in duo, tipo Bonnie and Clyde incisa nel 1968.
La versione conosciuta dal grande pubblico, incisa a Londra verso la fine del 1968, segue lo stesso arrangiamento con sottofondo d’organo della precedente. Questa volta con l’orchestra diretta da Arthur Greenslade. Uscì in un extended play, i 45 giri con quattro canzoni, nel febbraio 1969 con il titolo Jane Birkin Serge Gainsbourg. E, nonostante i tentativi censori di bloccarla avvenuti nella stessa Francia, in Italia, Gran Bretagna e Olanda, scalò la hit parade internazionale.
Fu nel 1986 che Brigitte chiese finalmente a Serge di far conoscere la precedente incisione. Lapidario il commento dell’artista: «Meglio tardi che mai».
Dice adesso la Bardot: «Sono due versioni differenti. Quella di Jane è incantevole mentre la mia è più sensuale». Siamo d’accordo. Con una piccola differenza: la voce aspra dell’inglesina dà un tono più hard all’atmosfera.
Un’ultima curiosità. A registrare su disco le prime canzoni di Gainsbourg quando ancora si chiamava Lucien fu, nel 1958, l’adesso quasi dimenticato Jean-Claude Pascal, includendole nel suo repertorio. Tra le altre, incise negli anni seguenti anche Le poinçonneur de Lilas, storia d’uno svagato controllore di biglietti alla stazione della metropolitana parigina e En relisant ta lettre in cui il destinatario d’una missiva annunciante il suicidio della sua donna, telefona serafico per rimproverarle gli errori di ortografia.
Chi era costui? Un attore con la masochistica prerogativa di scegliersi i peggiori film da interpretare, tra cui ricordiamo Il figlio di Caroline Chérie accanto alla giovanissima Brigitte Bardot, Il grande gioco con Gina Lollobrigida, Sissi, la favorita dello zar partner Romi Schneider. Votatosi nel frattempo alla canzone ebbe un certo successo negli anni Sessanta, (Nous les amoureux, vinse l’Eurofestival nel 1961) riciclandosi in scrittore di saggi storici e romanzi fino alla morte avvenuta tra l’indifferenza dei media nel 1992. Ingrato mondo!
François Vidoc (8 dicembre 2005)
Immagini (da L’Europeo “50 anni di amore”, novembre 2001).
1, 2, 3, 4. Serge Gainsbourg e Jane Birkin.
5, 6. Brigitte Bardot.
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